Prodotto · 2 settembre 2026

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Candidati alla presidenziale 2027 discutono di intelligenza artificiale e innovazione alla grande assise del MEDEF

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Anne Nygård / Unsplash

Alla REF, la grande assise annuale del MEDEF, principale organizzazione datoriale francese, l’intelligenza artificiale e l’innovazione non hanno ricevuto una sessione dedicata durante il dibattito che ha riunito sette candidati alla presidenziale del 2027. Tuttavia, questi temi hanno attraversato quasi tutti gli argomenti trattati, dalla crescita dei salari al debito pubblico, dall’industria all’energia, dalla spesa pubblica alla sovranità tecnologica.

Il vocabolario condiviso non ha nascosto le profonde differenze nelle concezioni della potenza tecnologica. I sette candidati hanno espresso visioni distinte: Gabriel Attal ha collegato l’innovazione alla produttività e alla crescita dei salari, mentre Raphaël Glucksmann ha parlato di una Francia trasformata in « colonia digitale » dai giganti americani. Bruno Retailleau ha associato l’intelligenza artificiale alla riduzione del numero di funzionari pubblici, Marine Le Pen ha difeso la robotizzazione e la digitalizzazione delle imprese, Jean-Luc Mélenchon ha evocato un’« IA francese », computer quantistici e aerei spaziali. Marine Tondelier ha sottolineato il ruolo della ricerca pubblica, dei materiali a basse emissioni e della spesa pubblica, mentre Édouard Philippe ha citato formazione, infrastrutture e finanziamenti europei.

L’innovazione non è stata ignorata, ma è stata integrata in modo diverso all’interno di ciascun progetto economico. Se tutti i candidati riconoscono il suo impatto sulla crescita, sulla capacità industriale e sulla sovranità, le priorità variano: per alcuni deve aumentare la produzione e ridurre la spesa, per altri deve proteggere l’Europa, orientare l’industria o accelerare la transizione ecologica. Il dibattito ha così rivelato come lo stesso termine possa assumere significati profondamente diversi.

Gabriel Attal ha posto la tecnologia al centro della produttività. Nel suo discorso di apertura, ha sottolineato la necessità di essere « all’altezza » di fronte agli investimenti dei giganti americani del digitale, che avrebbero speso 100 milioni di dollari in ricerca sull’IA durante le due ore del dibattito. Secondo Goldman Sachs, gli investimenti mondiali nell’IA potrebbero superare i 1.000 miliardi di dollari nel 2026, di cui circa 580 miliardi negli Stati Uniti. Attal ha collegato l’innovazione a una crescita sostenibile dei salari, sostenendo che, se la produttività francese avesse seguito quella americana dal 2000, il salario mediano sarebbe passato da 2.200 a 3.300 euro netti al mese. Questo dato, pur essendo un’ipotesi di campagna, riflette la sua visione della tecnologia come infrastruttura per migliorare il tenore di vita.

Raphaël Glucksmann ha invece affrontato il tema della potenza tecnologica come questione geopolitica. Ha denunciato la dipendenza dai giganti americani, definendo la Francia una « colonia digitale », e ha proposto un « contratto patriottico » con l’IA come terzo pilastro, accanto alla sicurezza e all’ecologia. Ha insistito sulla necessità di un progetto europeo su larga scala, paragonandolo a un « progetto Manhattan », ma senza dettagliare come realizzarlo. La sua proposta solleva interrogativi su chi guiderà l’iniziativa, quali competenze sviluppare, come finanziare l’infrastruttura computazionale e quali mercati permetteranno alle imprese europee di crescere.

Riportato da FrenchWeb.