Prodotto · 2 settembre 2026
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Startup ROWPA lancia un sistema di gestione RODO per le PMI con l’aiuto dell’intelligenza artificiale
L’imprenditore Tomasz Śmieja, ex dirigente di OneTrust e fondatore della startup ROWPA, ha presentato uno strumento basato sull’intelligenza artificiale per aiutare le piccole e medie imprese a rispettare il Regolamento generale sulla protezione dei dati (RODO). Secondo Śmieja, la maggior parte delle soluzioni esistenti sul mercato è rivolta esclusivamente alle grandi aziende, lasciando le PMI senza alternative pratiche tra l’uso di fogli Excel e sistemi aziendali costosi. ROWPA mira a colmare questa lacuna offrendo un servizio accessibile e automatizzato, che secondo l’esperto riduce sia i costi che il tempo necessario per adeguarsi alle normative.
Śmieja ha spiegato che l’idea di ROWPA è nata dopo sei anni di esperienza in OneTrust, dove ha lavorato come consulente e poi come manager di un team di implementazione di sistemi di privacy per clienti aziendali. Durante questo periodo, ha acquisito competenze certificate, tra cui il titolo CIPP/E e il riconoscimento Fellow of Information Privacy dell’IAPP, che gli hanno permesso di comprendere a fondo le esigenze delle imprese in materia di protezione dei dati. Tuttavia, ha sottolineato che OneTrust, come molti altri strumenti simili, è progettato per aziende con reparti legali e budget elevati, mentre le PMI spesso non possono permettersi soluzioni di questo tipo.
Il fondatore di ROWPA ha evidenziato che il Regolamento RODO si applica indistintamente a tutte le imprese, indipendentemente dalla dimensione, ma la maggior parte degli strumenti disponibili sul mercato ignora le esigenze delle PMI. Secondo Śmieja, il 99% delle aziende polacche sono micro, piccole o medie imprese, e per loro non esiste una soluzione intermedia tra l’uso di fogli Excel e l’adozione di sistemi aziendali complessi. ROWPA si propone di offrire proprio questa alternativa, semplificando la gestione della privacy con un approccio basato sull’intelligenza artificiale.
Śmieja ha inoltre elencato i cinque errori più comuni commessi dalle PMI nel tentativo di adeguarsi autonomamente al RODO. Il primo errore è copiare le politiche di privacy da aziende più grandi, spesso includendo anche il nome dell’azienda di origine, il che porta a documenti non corrispondenti alla realtà operativa della propria impresa. Un altro errore frequente è confondere la politica di privacy con il registro delle attività di trattamento dei dati, che invece rappresenta la documentazione interna necessaria per le verifiche delle autorità.
Tra gli errori più gravi, secondo Śmieja, c’è la convinzione errata che le aziende con meno di 250 dipendenti siano esentate dall’obbligo di tenere un registro delle attività di trattamento. In realtà, questa esenzione si applica solo in casi molto specifici, come il trattamento occasionale di dati, mentre la maggior parte delle PMI tratta dati regolarmente. Un altro errore comune è la mancanza di accordi di nomina a responsabile del trattamento con i fornitori di servizi utilizzati quotidianamente, come hosting, newsletter o sistemi di fatturazione. Secondo Śmieja, molte aziende non sono consapevoli di tutte le relazioni che hanno con i propri fornitori e dei rischi che ne derivano.
ROWPA offre un servizio che, secondo Śmieja, permette di completare la scansione di un sito web e generare un registro delle attività di trattamento in circa quindici minuti. Il sistema utilizza l’intelligenza artificiale per identificare automaticamente i servizi che raccolgono dati attraverso il sito, come analytics, pixel dei social media o form di iscrizione alle newsletter. Successivamente, l’utente può revisionare e correggere le informazioni generate, prima che il sistema produca una politica di privacy e una lista di rischi da affrontare, ordinati per priorità.
L’esperto ha sottolineato che, a differenza dei fogli Excel o dei documenti Word, ROWPA non si limita a fornire un modello statico, ma si aggiorna automaticamente in base alle modifiche apportate dall’utente al proprio sito o ai servizi utilizzati. Questo approccio, secondo Śmieja, riduce significativamente il rischio di non conformità e le possibili sanzioni, che possono raggiungere milioni di złoty in caso di violazioni gravi, come dimostrato dal caso DPD, dove oltre la metà della sanzione di 11 milioni di złoty era dovuta alla mancanza di accordi di nomina a responsabile del trattamento.
MamStartup ha riportato la notizia.