Espansione · 7 ottobre 2026
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Gastromotiva celebra vent'anni di lotta contro la fame e lo spreco alimentare
L'organizzazione Gastromotiva ha raggiunto l'anniversario dei vent'anni di attività, focalizzando il proprio operato sul contrasto alla fame e alla riduzione dello spreco di cibo.
NeoFeed ha riportato che, in due decenni di attività, l'organizzazione ha formato circa 15.000 persone, servito più di 7,1 milioni di piatti e recuperato 650 tonnellate di alimenti che sarebbero finiti nei rifiuti. L'iniziativa, nata nel 2006 come bufè-scuola, si è evoluta in programmi di formazione professionale, istruzione e sicurezza alimentare.
Il modello operativo trasforma le cucine in aule scolastiche per offrire opportunità professionali, mentre i pasti vengono distribuiti a chi ne ha bisogno. L'approccio considera l'alimentazione come un asse centrale che interseca clima, biodiversità, cultura, economia, salute e sviluppo territoriale, promuovendo la collaborazione tra imprese, università, consumatori e potere pubblico.
Tra le tappe significative vi è stato il Refettorio Gastromotiva, un centro di gastronomia sociale e ristorante-scuola attivo per dieci anni nel quartiere di Lapa, dove persone senza dimora ricevevano pasti serviti da volontari della classe dirigente. Questo modello ha influenzato politiche pubbliche, come il progetto Mesa Solidária a Curitiba, che gestisce cinque ristoranti-scuola, e l'Escola de Gastronomia Social Ivens Dias Branco nel Ceará, fondata nel 2018.
L'impatto dell'organizzazione si è esteso anche all'estero, in particolare in Timor-Leste con il progetto ProEma, che integra un ristorante-scuola, hotel, panetteria e un'azienda di cioccolato per sostenere giovani e donne vulnerabili. Durante la pandemia, sono state create le Cucine Solidali, che hanno raggiunto 143 punti in Brasile, mobilitando oltre 116.000 volontari in 40 città brasiliane e a Città del Messico.
Attualmente, l'organizzazione collabora con l'Instituto Aquaricada in Amazzonia attraverso il Progetto Aviários per garantire proteine durante i periodi di siccità, puntando sulla sicurezza alimentare e l'adattamento climatico. Per i prossimi vent'anni, l'attenzione sarà rivolta prioritariamente alle donne capofamiglia, alla popolazione nera e mulatta e ai residenti delle regioni Nord e Nord-est, identificati come i gruppi più esposti alla vulnerabilità alimentare.