Finanziamenti · 16 ottobre 2026
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Pluto Security ottiene quarantadue milioni di dollari per proteggere le aziende dai rischi dell'intelligenza artificiale
Pluto Security ha raccolto complessivamente quarantadue milioni di dollari statunitensi in finanziamenti destinati a sviluppare strumenti di sicurezza capaci di monitorare l'uso imprevisto degli strumenti di intelligenza artificiale all'interno delle imprese. La società, uscita recentemente dalla fase di operatività nascosta, intende affrontare le nuove vulnerabilità create dall'adozione rapida di tecnologie generate da personale non specializzato nello sviluppo software.
La raccolta di capitali si articola in due tranche distinte: un round di semina da otto milioni e cinquecentomila dollari statunitensi guidato da TLV Partners, con la partecipazione dei fondatori dell'azienda di cybersicurezza Armis, e un successivo round di serie A da trentaquattro milioni di dollari statunitensi condotto da Jump Capital. Al secondo turno di investimenti hanno aderito anche Skinos, la società di venture capital del co-fondatore di Check Point, Ansa Capital e altri investitori privati. Questi fondi supporteranno lo sviluppo del prodotto, l'espansione della ricerca sulla sicurezza e la crescita della presenza operativa negli Stati Uniti, dove l'azienda conta già parte dei suoi quaranta dipendenti distribuiti tra America e Israele.
Il problema centrale che la startup affronta risiede nel fatto che fornire a tutti i dipendenti l'accesso agli strumenti di intelligenza artificiale porta inevitabilmente a utilizzi inaspettati. Shahar Bahat, amministratore delegato e co-fondatrice, ha dichiarato che un nuovo strumento di intelligenza artificiale può apparire nell'ambiente aziendale entro sole due ore dal suo rilascio. Circa il sessanta per cento dei rischi rilevati dalla società riguarda applicazioni create tramite codifica intuitiva da dipendenti non sviluppatori. I dipartimenti finanziari rappresentano la fonte principale di tali rischi, seguiti dai team di marketing e legali, mentre gli sviluppatori occupano solo la quarta posizione. Un caso emblematico ha visto un'applicazione creata da un impiegato finanziario di una grande azienda quotata lasciare esposti a internet dati sui clienti e sul tasso di abbandono.
L'azienda ha iniziato le vendite ad aprile e ha già superato i due milioni di dollari statunitensi di ricavi ricorrenti annuali, contando oltre trenta clienti aziendali tra cui Oscar Health, Workato, Sixt e AlphaSense. La tecnologia offerta fornisce contesto, analisi del rischio, visibilità e controllo sull'uso degli strumenti di intelligenza artificiale da parte dei dipendenti. A differenza degli approcci tradizionali, considerati inadeguati per questa nuova sfida, il software di Pluto monitora in tempo reale il comportamento degli agenti di intelligenza artificiale, oltre a tracciare cosa e come i dipendenti costruiscono e distribuiscono. Il sistema si connette alle piattaforme di sicurezza degli endpoint e di gestione dei dispositivi, distribuendo sensori che raccolgono prompt, comandi, processi in esecuzione e permessi.
Una caratteristica distintiva della soluzione è la capacità di intervenire mentre un agente è in funzione. Se un agente tenta di ottenere permessi oltre le intenzioni dell'utente, il sistema può bloccare l'azione o inserire istruzioni nella sessione per richiedere conferma. L'azienda utilizza modelli leggeri sugli endpoint per valutare le intenzioni degli agenti senza impedire l'innovazione. TechCrunch ha riportato che in ogni prova di concetto effettuata non è mancato il rilevamento di attività malevole, inclusi attacchi attivi durante le verifiche.
Per acquisire clienti, la startup ha lanciato ad aprile Plutonium, una piattaforma gratuita che permette di verificare i rischi associati a competenze, connettori e componenti di intelligenza artificiale disponibili pubblicamente. Questo strumento include uno scanner per server MCP e un catalogo di componenti verificati. Migliaia di professionisti della sicurezza utilizzano la piattaforma, che è diventata una fonte cruciale di feedback e potenziali clienti. Il settanta per cento della pipeline di vendite deriva ora da interessi in entrata, sebbene non sia specificato quanto sia attribuibile direttamente a Plutonium. L'azienda ritiene che i rischi non siano isolati alle grandi aziende tecnologiche, ma dipendano dalla mentalità dei responsabili della sicurezza e dalla volontà organizzativa di adottare l'intelligenza artificiale.