Espansione · 29 agosto 2026
L’Organizzazione dei Lavoratori norvegese trova un accordo interno sulla riforma della pensione integrativa, ma restano dubbi sulla copertura dei costi
L’Organizzazione dei Lavoratori (LO) in Norvegia ha annunciato di aver raggiunto un’intesa interna sulla riforma della pensione integrativa (AFP), una decisione che arriva dopo anni di divisioni interne e critiche alla proposta avanzata dalla dirigenza. La notizia è stata comunicata durante una conferenza stampa odierna da Kine Asper Vistnes, leader di LO, affiancata dai rappresentanti dei due principali sindacati affiliati, il Fellesforbundet e il Fagforbundet. Tuttavia, permangono incertezze su come finanziare l’estensione della copertura previdenziale, che secondo il nuovo accordo includerebbe anche i lavoratori disabili e garantirebbe che chi già percepisce la pensione integrativa non subisca svantaggi.
Il dibattito sulla riforma dell’AFP affonda le radici in quasi otto anni di contrasti all’interno di LO, iniziati quando l’ex leader Hans Christian Gabrielsen promise una nuova e migliorata soluzione pensionistica. Nonostante le tensioni, il numero di oppositori sembra essersi ridotto, come evidenziato dal modesto schieramento di tre manifestanti fuori dalla sede centrale di LO a Oslo, dove erano esposti cartelli contro la proposta definita «AFP deformata». In passato, l’opposizione interna aveva già bloccato i piani della dirigenza, come accaduto durante il congresso del Fellesforbundet, quando i delegati respinsero la proposta di Peggy Hessen Følsvik mentre lei era presente in sala.
Il nuovo accordo prevede di trasformare l’AFP da un sistema «tutto o nulla» a un sistema di accumulo dei diritti pensionistici. Tuttavia, la sfida principale rimane la copertura finanziaria: LO stima che i costi saranno sostenuti per due terzi dalle imprese, mentre lo Stato contribuirebbe con un terzo, come avviene attualmente. Gli imprenditori, rappresentati da NHO, hanno già espresso preoccupazione per l’impatto sui costi e sulla competitività delle aziende, soprattutto dopo il recente accordo salariale che ha evidenziato una maggiore rigidità tra i datori di lavoro norvegesi.
Il governo, guidato attualmente da Jonas Gahr Støre, ha già garantito il proprio sostegno finanziario, ma in un contesto di crescenti spese pubbliche, tra cui gli investimenti nella difesa e il finanziamento del Premio di Norvegia, le risorse potrebbero non essere altrettanto disponibili in futuro. LO spera di concludere un’intesa con NHO prima del prossimo round di negoziazioni salariali nel 2027, ma il partito di opposizione Framskrittspartiet ha già annunciato l’intenzione di abolire l’AFP attuale in favore di una soluzione più restrittiva per i «veri lavoratori esausti».
Anche all’interno di LO permangono resistenze: se l’accordo con NHO andrà in porto, il testo definitivo sarà sottoposto a referendum tra i membri. Secondo gli osservatori, in quella fase potrebbero riemergere le proteste, come già accaduto in passato con la presenza di pochi ma determinati manifestanti. La posta in gioco è alta, poiché una riforma dell’AFP potrebbe ridefinire il sistema pensionistico norvegese per decenni a venire.
Riportato da E24.