11 settembre 2026
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KGHM e BHP Group firmano un memorandum d'intenti mentre i prezzi del rame toccano nuovi massimi storici
Il gruppo minerario polacco KGHM ha annunciato la firma di un memorandum d'intenti con BHP Group, il principale attore mondiale del settore estrattivo, in un contesto di mercato caratterizzato da prezzi record per il rame. L'accordo, definito come un quadro per le discussioni su potenziali aree di collaborazione, segna un passo significativo per la società statale polacca, che si colloca al quarantatreesimo posto nella classifica mondiale delle società minerarie per capitalizzazione di mercato. La notizia ha contribuito a un aumento dell'1,7 per cento delle azioni KGHM nella seduta di martedì, con il titolo che ha raggiunto un massimo intraday di 367,60 zloty, avvicinandosi al record storico di 396,40 zloty stabilito il 29 gennaio. Business Insider PL ha riportato che l'intesa con il gigante britannico-australiano ha attirato l'attenzione degli investitori, oscurando temporaneamente le notizie positive relative agli investimenti infrastrutturali per l'intelligenza artificiale che beneficiano l'economia polacca.
Il documento firmato dai rappresentanti di BHP World Exploration Inc. e KGHM stabilisce le basi per un dialogo futuro tra le due entità, con l'obiettivo di identificare opportunità di condivisione di conoscenze, confronto delle pratiche operative e analisi di direzioni di collaborazione potenziali. Le parti si concentreranno sulla definizione di priorità comuni e sull'esplorazione di aree in cui il dialogo possa generare benefici tangibili, inclusi progetti di esplorazione e iniziative in fase di sviluppo a livello globale. KGHM e BHP intendono sfruttare le rispettive competenze tecniche, operative e internazionali per creare valore reciproco, mantenendo un approccio aperto a collaborazioni in qualsiasi parte del mondo.
Sul fronte dei mercati delle materie prime, i contratti futures sul rame con scadenza a dicembre hanno registrato un rialzo dello 0,7 per cento sulla borsa LME di Londra, toccando un picco di 14.636 dollari per tonna e superando il record stabilito il giorno precedente. Questo aumento si inserisce in un contesto di crescita del 47 per cento del prezzo del metallo negli ultimi dodici mesi, dovuto a un persistente squilibrio tra offerta e domanda. Un fattore chiave è la politica doganale dell'amministrazione statunitense, che nel 2025 ha imposto un dazio del 50 per cento sui semilavorati di rame e sui prodotti derivati ad alto contenuto di rame, estendendo la struttura delle tariffe nel aprile 2026, pur mantenendo esenti in gran parte le catodi raffinati. Questa esenzione ha causato confusione, con i commercianti che hanno dirottato il metallo verso i magazzini negli Stati Uniti per timore di futuri dazi, facendo crescere le scorte sulla borsa Comex a livelli inaspettati.
Un secondo fattore determinante è l'aumento della domanda trainata dai centri dati per l'intelligenza artificiale, che rappresentano una nuova fonte di richiesta non elastica rispetto al prezzo. Le grandi aziende tecnologiche necessitano di cablaggi, barre collettrici e infrastrutture di raffreddamento indipendentemente dal costo del rame. BHP Group, che estrae principalmente minerale di ferro, rame, carbone cokes, nichel e sviluppa progetti di potassio, sta investendo fortemente nel rame, considerandolo un materiale cruciale per l'elettrificazione, la transizione energetica e la costruzione di data center. Le sue operazioni si concentrano principalmente in Australia e nelle Americhe, con il minerale di ferro della regione di Pilbara in Australia che storicamente rappresenta la sua principale fonte di ricavi e profitti grazie ai costi di produzione tra i più bassi al mondo.