Espansione · 26 agosto 2026
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Il 73% dei lavoratori russi prevede che le professioni ibride domineranno nei prossimi 5-10 anni
Un’indagine condotta da Avito Rabota tra 7.000 lavoratori russi rivela che il 73% di essi ritiene che la maggior parte delle professioni nei prossimi 5-10 anni diventeranno ibride, combinando competenze tecnologiche e capacità di comunicazione con le persone. Secondo quanto riportato da CNews, i rappresentanti di Avito Rabota hanno diffuso i risultati dello studio.
I partecipanti allo studio non hanno una visione univoca della professione ideale del futuro. Il 39% la immagina come un equilibrio tra lavoro con le persone e con le tecnologie in parti uguali, mentre il 18% preferirebbe concentrarsi su dati e tecnologie con un minimo di interazione umana. Il 14% vorrebbe lavorare principalmente con le persone, utilizzando le tecnologie come supporto, e un altro 14% si orienterebbe verso attività creative con l’ausilio di strumenti digitali.
Le professioni del futuro sono associate principalmente alle tecnologie. Il 35% dei rispondenti cita in primo luogo specializzazioni legate all’intelligenza artificiale, come lo sviluppo di reti neurali, il machine learning, l’ingegneria dei prompt e l’integrazione di IA. Seguono le professioni nel settore IT e sviluppo (26%), la robotica (25%) e le biotecnologie e tecnologie mediche (21%). Il 18% si aspetta l’emergere di professioni ancora inesistenti, mentre il 9% punta su specializzazioni creative.
L’uso di strumenti digitali è già parte integrante della quotidianità lavorativa per molti. Il 23% utilizza servizi di IA per creare contenuti, tradurre testi o elaborare dati, il 21% si affida a servizi di cloud storage e il 14% a piattaforme per la collaborazione su documenti. Al contrario, il 12% dei lavoratori impiega ancora un numero limitato di strumenti digitali, limitandosi a programmi di ufficio e messaggistica.
La disponibilità a formarsi per professioni tecnologiche risulta elevata. Il 62% dei lavoratori russi prenderebbe in considerazione un percorso di riqualificazione per ruoli che richiedono un maggiore impiego di tecnologie e IA. Di questi, il 7% ha già avviato corsi di formazione, il 14% prevede di iniziare nei prossimi dodici mesi e il 41% sta valutando l’opzione. I giovani mostrano un interesse maggiore: tra i 18-24 anni, il 32% ha già iniziato o prevede di iniziare un percorso formativo entro un anno, mentre tra i 25-34 anni la percentuale scende al 27%. Tra i 45-54 anni la quota è del 18% e tra i 55-64 anni del 14%.
La motivazione principale per intraprendere professioni del futuro è rappresentata dalla possibilità di aumentare il reddito (39%). Il 24% è attratto dalla flessibilità o dal lavoro da remoto, il 22% dall’interesse per le nuove tecnologie e il 20% dal desiderio di rimanere competitivi sul mercato del lavoro. Per il 19% conta la stabilità e la resilienza ai cambiamenti, mentre il 17% punta sulla crescita professionale. Il 16% considera la possibilità di cambiare settore lavorativo e la stessa percentuale esprime l’interesse per lavorare in modo indipendente o avviare un’attività propria. Infine, il 12% desidera sviluppare la creatività e trovare nuove idee.
Secondo Roman Gubanov, direttore per lo sviluppo di Avito Rabota, le percezioni sulle professioni del futuro sono già influenzate dall’esperienza lavorativa attuale con le tecnologie. Egli sottolinea che i professionisti di IT, digital, marketing e comunicazione utilizzano più frequentemente l’IA (43% contro il 23% medio) e sono più propensi a formarsi per nuove tecnologie: il 42% di loro ha già iniziato o prevede di iniziare un percorso formativo entro un anno. Queste aree rappresentano un laboratorio di nuovi modelli professionali, i cui cambiamenti potrebbero diventare la norma per altri settori nei prossimi anni.